Il potere del ritardo della gratificazione

Scopri come superare l'impulso primordiale che porta ad inseguire il piacere immediato e la gratificazione istantanea sviluppando l'abilità di ritardare la gratificazione.
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Nella quotidianità ci troviamo esposti costantemente ad una contrapposizione di forze: qualcosa che dà immediatamente un piccolo piacere (ora) rispetto a qualcosa che (forse) darà un grande piacere un domani.

Alcuni esempi per comprendere questo contrasto:

  • Guardare una serie tv (ora) – Studiare per superare l’esame (forse)
  • Mangiare una fetta di torta in più (ora) – Avere un corpo sano e magro (forse)
  • Chattare sui social (ora) – Scrivere il tuo primo grande libro di successo (forse)

Gli esempi potrebbero proseguire ma sono certo che hai compreso il concetto. Sono infatti polarità che fanno parte della natura dell’essere umano e della vita e puoi riconoscerle facilmente.

Una delle più grandi possibilità evolutive che come esseri umani ci troviamo ad affrontare è proprio quella di superare un piacere istantaneo, una gratificazione immediata, a vantaggio di un risultato futuro. È una vera e propria sfida evolutiva, sia individuale che collettiva. Cerchiamo di comprendere come funzionano queste dinamiche interiori e come possiamo superare questo nodo evolutivo in modo armonico.

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Piacere immediato

L’evoluzione della nostra specie è stata portata avanti per migliaia di anni da un meccanismo preciso e funzionale al suo scopo: la ricerca del piacere. L’esperienza del piacere è stata evolutivamente associata a quelle esperienze che permettevano la sopravvivenza, di evolvere la specie tramandando i propri geni.

Questo meccanismo va compreso, sia per riconoscere la sua utilità ma soprattutto per vederne i suoi limiti per l’evoluzione in atto (che agisce su un altro piano).

La parte istintiva dell’essere umano ha installato un programma molto basilare:

[ vivi quelle esperienze che ti portano il massimo piacere ]
+
[ stai alla larga da ciò che ti crea dolore ]
→ (RIPETI).

L’uomo ha sviluppato funzioni che vanno oltre questo meccanismo animale, ma questo programmino è ancora operativo in noi, ed è proprio alla base della contrapposizione di forze che abbiamo visto prima.

Ha svolto la sua funzione per migliaia di anni di evoluzione e l’ha svolta egregiamente per fare arrivare l’homo sapiens fin dove è arrivato.

Il meccanismo è semplice, e lo possiamo comprendere prendendo come esempio l’esperienza a cui evolutivamente è stato incollato il massimo del piacere: la riproduzione.

L’atto sessuale e l’esperienza dell’orgasmo sono associati ad un apice di piacere. Questo rende l’esperienza dell’accoppiamento un’esperienza estremamente ricercata, e serve all’evoluzione per assicurarsi la sopravvivenza della specie. Ed è proprio qui che incontriamo le prime difficoltà legate a questo programma di base.

La complessità dell’essere umano e del mondo in cui viviamo oggi rende ora questo programmino “animale” inadatto al suo scopo. Perché oggi non è affatto detto che ciò che dà piacere sia collegato a qualcosa di evolutivamente vantaggioso.

Al contrario, perseguire esclusivamente il piacere istantaneo porta ad una vera e propria involuzione.

Da leggere » Istinto e intuito

L’essere umano è stato hackerato

Il programmino base “insegui il piacere” e “allontanati dal dolore” è un programma facilmente hackerabile, ed è quello che stiamo vivendo nella nostra epoca in una escalation di intensità. Gli esempi sono infinti, ne prendo tre significativi come riferimento, sono certo che puoi trovarne altri.

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Il cibo elaborato

Il cibo può essere elaborato aggiungendo additivi o ingredienti che lo rendono gustoso, pur essendo povero dal punto di vista nutrizionale. Esistono ingredienti che vengono intenzionalmente aggiunti in alcuni alimenti allo scopo di creare una vera e propria dipendenza da quel particolare cibo/gusto.

Stimolando il meccanismo del piacere immediato creano un’associazione positiva con un cibo non sano. Ecco che oggi seguire solo la gustosità del cibo, il semplice piacere al palato e al gusto, è la premessa per sviluppare tutta una serie di patologie e di danni da sovra-alimentazione e da cibo impoverito.

Questo problema si è reso manifesto solo recentemente nella storia umana e può essere superato solo andando oltre questo meccanismo, ovvero con il superamento della gratificazione immediata.

Per approfondire » Il cibo raffinato

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La pornografia

Pensa ad un altro meccanismo facilmente hackerabile: la sessualità e l’orgasmo. Come abbiamo visto la forza dell’evoluzione ha associato all’orgasmo un apice di piacere, per rendere questo evento un’esperienza altamente ricercata. Favorendo la trasmissione del patrimonio genetico e la continuazione della specie, questo evento è chiaramente in cima all’elenco delle esperienze piacevoli.

Tanto quanto è stato in passato un punto di forza a livello evolutivo per la nostra specie, tanto diventa ora un punto debole perché offre una porta altamente vulnerabile, un punto di accesso hackerabile ad una delle funzioni più importanti dell’essere umano: la regolazione della sua energia vitale.

In questo meccanismo basilare si è inserita la pornografia, che offrendo un repertorio infinito di stimoli diventa un innesco incredibilmente forte (e sempre accessibile) per stimolare la sessualità e premere il “pulsante del benessere” dell’orgasmo, in modo completamente slegato dalle loro reali funzioni.

E proprio perché associato all’orgasmo c’è un apice di piacere, si innesca facilmente una dipendenza dalla pornografia come meccanismo di stimolazione e di “benessere”.

Il ciclo pornografia-masturbazione-orgasmo (PMO) diventa molto velocemente una dipendenza equiparabile a quella delle più pesanti sostanze stupefacenti, con effetti profondi su tutta la psicologia e la fisiologia umana (per non parlare degli effetti disfunzionali nelle relazioni, sulla motivazione e sulla consapevolezza).

Per approfondire » Your brain on porn

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I social media

Un’altra porta di accesso che ha permesso di hackerare l’essere umano è il suo bisogno basilare di relazione. I social media hanno fatto leva su un bisogno umano fondamentale, quello di essere in relazione, e stimolando in modo mirato il meccanismo del piacere immediato, hanno creato un aggancio che tiene l’attenzione incollata ai dispositivi.

Il meccanismo è semplice: ad una notifica viene associata un’esperienza piacevole, ad esempio leggere o guardare qualcosa di interessante, magari scritto da una persona cara con cui si mantiene in questo modo una connessione. Ecco che quando ad un evento viene associata una gratificazione immediata si crea una dipendenza rispetto a quell’evento. Allora una semplice notifica diventa un innesco incredibilmente forte nel deviare ogni attenzione verso il social di turno che è riuscito nel suo scopo: tenerti incollato allo schermo in modo da poter vendere la tua attenzione agli inserzionisti pubblicitari.

Per approfondire » The social dilemma

Inseguire la gratificazione immediata è la ricetta per un disastro

Mi auguro con questi esempi di averti fatto comprendere come ricercando esclusivamente il piacere istantaneo della gratificazione immediata l’essere umano si espone a un alto rischio di dipendenza e involuzione.

Se comprendi questo meccanismo e ti guardi intorno puoi vedere che interi settori della società in cui viviamo sono costruiti facendo leva su questo punto di vulnerabilità.

Ciò che ha servito l’evoluzione ora sta diventando un punto di involuzione.

L’evoluzione si muove ora su un altro piano, sul piano della consapevolezza. Abbiamo bisogno di introdurre nel sistema un programma più aggiornato, che agisce con una logica operativa diversa: il ritardo della gratificazione.

Senza il potere del ritardo della gratificazione l’essere umano resta in balia dei suoi programmi primordiali e istintivi, può essere hackerato, e non esprime il suo potenziale limitando la sua straordinaria capacità creativa.

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Gratificazione futura

L’essere umano è dotato di un grande potere, il potere creativo. La capacità di vedere ciò che ancora non esiste, di ideare e concepire ex-novo, nella sua mente, qualcosa che non esiste concretamente. Questa capacità astratta di generare idee e di elaborarle gli permette di creare, prima nella mente, poi nella materia.

Per agire questo impulso creativo abbiamo bisogno di introdurre il potere del ritardo della gratificazione. Inseguendo il piacere della gratificazione immediata si soffoca la parte creativa dell’essere umano.

Perché dico questo? Prendi come esempio l’articolo che stai leggendo: mi sta richiedendo ore di impegno nello scriverlo. Mentre scrivo rinuncio a fare altro. Rinuncio ad una passeggiata, a chattare sui social, a leggere un libro… a tante altre cose che potrebbero darmi nell’immediato un piccolo frammento di piacere. È una rinuncia consapevole, intenzionale, ad un piccolo piacere istantaneo, a favore di un piacere più grande futuro, ovvero quello di dare vita ad una creazione (l’articolo che stai leggendo) che serve ad uno scopo più grande e che realizza ed esprime una parte profonda di ciò che sono.

È la gratificazione futura che incanala le azioni nel superare il richiamo degli stimoli associati al piacere immediato.

Questo principio opera non solo per i creativi o per gli inventori. È una forza che può essere attivata per dare una direzione alle tue azioni nella quotidianità, e alla tua vita nel lungo periodo. Qualcuno sembra spontaneamente incline ad attivare il potere del ritardo della gratificazione, mentre per altri si innesca una contrapposizione di forze che crea tensione.

Cerchiamo perciò di comprendere come funziona il ritardo della gratificazione.

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Il mito della motivazione

L’elemento che crea maggiore difficoltà alle persone nel fare qualcosa è in genere la fase iniziale. La tendenza alla procrastinazione viene messa in atto proprio posticipando l’inizio dell’azione. “Lo faccio domani” è la via d’uscita più semplice quando non ci si sente motivati ad agire ora.

Una credenza molto comune è che per dare avvio ad un’azione sia necessario sentirsi motivati a fare quella cosa. Si attende il “sentirsi motivati” per agire. Se manca la motivazione, si resta fermi.

La motivazione è un sentire, un sentirsi accesi e trascinati da quello che si sta facendo. Ma come tutto ciò che sta nel reame del sentire e dei sentimenti, è un qualcosa di transitorio e variabile. Fare affidamento esclusivamente alla motivazione come supporto per agire è garanzia di oscillazioni: ora ti senti motivato, dopo un po’ questa si consuma e non hai carburante per agire.

Per approfondire » Screw motivation
Da vedere » Dentro la mente di un maestro della procrastinazione
Da leggere » Il mito della motivazione – Jeff Haden

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La disciplina come forzatura

La maggior parte delle persone ha associato all’esperienza della disciplina un’esperienza negativa. Infatti, per il modo in cui viene trasmessa socialmente e culturalmente la disciplina, questa diviene per molti una forzatura, una forzatura a fare qualcosa contro la propria volontà. Invece di apprendere come usare la volontà, si è imparato a forzare sé stessi. Ma forzatura e volontà non sono la stessa cosa.

Un’azione forzata è un’azione che si muove contro ciò che si sente.

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Proprio perché opera “contro qualcosa”, crea una divergenza e una tensione. Questa tensione consuma energia nello svolgimento dell’azione, che risulta stancante e poco piacevole.

Reprimere il piacere

La forzatura ad agire contro ciò che si sente spegne l’esperienza del piacere. Non solo allontana dalla gratificazione immediata, ma spegne il piacere dell’azione stessa.

Smorzando il piacere intrinseco all’azione si crea in questo modo un’associazione negativa con l’azione che si sta eseguendo. Questo agisce in una spirale negativa limitando la motivazione futura a ripetere l’azione. Forzandosi nel fare qualcosa “controvoglia”, l’azione risulta sempre di più spiacevole. Diventa sempre più pesante e sgradevole farlo, richiedendo una forzatura sempre maggiore.

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Non solo: più si forza più si crea un’attrazione inconscia verso ciò che apparentemente risolve la forzatura, ovvero la gratificazione istantanea.

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Si innesca in questo modo una spirale che oscilla sempre di più tra i due estremi.

Per molti esiste solo quest’opzione binaria: seguo la gratificazione immediata ↔ mi forzo a fare qualcosa “controvoglia.

Esiste un’altra via per superare questo nodo? Sì, ed è lo sviluppo della volontà.

La volontà: intenzione in azione

La volontà nella sua essenza è priva di forzatura, ed uno sviluppo corretto della propria volontà è proprio ciò che permette di uscire fuori da questo nodo evolutivo. Vediamo perciò ora alcuni elementi essenziali della volontà.

La volontà è la parte visibile di un’intenzione. Osservando un atto di volontà, la volontà è ciò che si vede, l’intenzione invece è ciò che resta invisibile (ma che agisce assieme alla volontà e ne determina la maggior parte dell’effetto).

Immagina di osservare un iceberg: la parte visibile che emerge dall’acqua è la volontà, e tutta la parte sommersa (la maggior parte) è rappresentata dall’intenzione.

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Padroneggiare l’uso della volontà passa in primis attraverso la capacità di essere consapevoli delle proprie intenzioni. Non solo esserne consapevoli, ma imparare ad originarle ex-novo.

Un’intenzione origina direttamente dalla consapevolezza di sé. È l’Individuo Consapevole che origina le intenzioni.

L’intenzione, come dice la parola stessa, è una tensione verso qualcosa. In-tensione: ovvero un’energia diretta ad uno scopo. Quando quest’energia viene messa in movimento, allora diventa volontà in azione.

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Il circuito della volontà va oltre il meccanismo della motivazione perché origina direttamente dall’Individuo.

L’individuo Consapevole, in proporzione a quanto è consapevole di sé, è in grado di originare vere e autentiche intenzioni, indipendentemente da ciò che sente nel momento.

La volontà è direttamente connessa all’azione: è un’azione finalizzata priva di forzatura perché porta con sé la piena consapevolezza dell’Individuo che ne origina l’intenzione. Possedendo l’intenzione la rende manifesta in un atto di volontà.

Per approfondire » Le fasi di sviluppo della volontà
Per approfondire » Essere consapevole: due significati essenziali

Superare consapevolmente la gratificazione immediata

Come abbiamo visto, per superare un piacere immediato è necessario sviluppare un corretto uso della volontà. La volontà e la capacità di originare intenzioni sono muscoli che possono essere allenati. Come ogni abilità umana, più si utilizzano consapevolmente più si sviluppano e diventano integrati.

Vediamo ora tre elementi che facilitano questo passaggio.

Per approfondire » I 3 livelli di abilità

La consapevolezza del risultato futuro

La difficoltà nel superare un piacere immediato a scapito di un’azione costruttiva nel lungo periodo sta nel fatto che il risultato ipotetico a cui aspiriamo è posizionato in un tempo futuro. Se ci fosse un riscontro immediato rispetto a ciò che stiamo facendo, il problema non esisterebbe. Un elemento che fa la differenza è quindi la consapevolezza del risultato futuro e del suo valore.

Più sei consapevole di ciò a cui aspiri, più conosci l’importanza e il valore di avere questo nella tua vita, più sei facilitato ad originare un’intenzione e un atto di volontà che ti porta in quella direzione superando ogni gratificazione immediata.

Accorciare il feedback loop

Soprattutto quando il risultato è spostato molto in avanti nel tempo, è molto utile portare consapevolezza ai progressi verso la direzione voluta, piuttosto che al risultato stesso.

Il risultato di un pomeriggio intero passato a studiare per superare un esame che si terrà dopo mesi non è direttamente tangibile. Per questo motivo portare consapevolmente l’attenzione ai passi fatti nella direzione voluta permette di collegare l’azione al risultato accorciando il feedback loop, ovvero il ciclo di verifica, che diventa più immediato.

Rendere l’azione più piacevole

Il fatto di superare una gratificazione immediata a scapito di una gratificazione futura non significa che l’azione debba essere sgradevole, anzi.

Esistono tanti modi per rendere una singola azione piacevole. L’aspetto è molto soggettivo, quindi non mi dilungo molto su questo punto. L’importante è riconoscere che l’azione volitiva non è per sua natura spiacevole o sgradevole, ma può essere strutturata praticamente per viverla con piacere, aggiungendo degli elementi che la rendono soggettivamente gradevole.

Esempio: nell’andare a correre, organizzare un’uscita con un compagno di corsa. O ancora, nello studiare, aggiungere della musica di proprio gusto… e così via.

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In questo punto mi sono riferito principalmente al rendere piacevole un’azione in senso pratico, nel suo aspetto logistico esteriore.

Esiste però un altro tipo di piacere, di origine interiore, che è importante riconoscere e coltivare, perché è proprio quello che permette di sciogliere la compulsione verso la gratificazione immediata.

Da leggere » Elogio all’azione

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Le molte forme di piacere

Non esiste uno solo tipo di piacere, ma ne esistono molti.

Esistono forme di piacere sensoriale, legate ai sensi e alla fisicità: il piacere di gustare un cibo particolarmente buono, il piacere di riposare il corpo, il piacere di muovere il corpo…

Esistono forme di piacere emotivo: il piacere di condividere esperienze con altri, il piacere di sentirsi empaticamente compresi…

Esistono poi forme di piacere mentale/intellettuale: il piacere di comprendere qualcosa di nuovo, il piacere di immergersi in una lettura…

Infine, il piacere può assumere anche la forma di piacere esistenziale, legato all’auto-espressione e all’auto-realizzazione.

Più forme di piacere riesci a riconoscere e coltivare consapevolmente, più è facile andare oltre quelle forme di piacere che danno gratificazione immediata.

Vediamo alcune delle forme di piacere implicate in questo processo.

Il piacere del realizzare qualcosa di significativo

C’è un piacere intrinseco nel realizzare qualcosa di significativo, che può essere percepito non solo quando si raggiunge il traguardo, ma anche durante il tragitto.

Più è grande e ambizioso ciò che si intende realizzare, maggiore è l’impegno richiesto nel tempo. È quindi importante fermarsi e riconoscere il valore di ciò che si sta perseguendo, anche mentre si procede nella direzione voluta ma ancora non si è giunti al traguardo. Questa consapevolezza permette di attingere al piacere del realizzare qualcosa di significativo.

Se l’azione coinvolge nei suoi esiti anche altre persone, rendere consapevole l’impatto positivo di ciò che stiamo facendo nei confronti degli altri agisce come rinforzo ulteriore nel sentire questo piacere.

Il piacere dello sviluppo personale

L’essere umano possiede un impulso evolutivo a crescere e migliorare sé stesso. Fa parte della nostra natura la spinta ad evolvere sviluppando le nostre abilità. Se questa spinta viene resa consapevole rende manifesto il piacere implicito nello sviluppo personale.

Il piacere dell’atto di volontà

Ho una definizione personale della disciplina: agire allineando le proprie azioni ai propri valori.

Per me disciplina significa coerenza, ed essere coerenti con sé stessi dona un grande piacere, che si somma al piacere di esprimere sé stessi con un atto volitivo direzionato.

Come abbiamo visto, il superamento del nodo del forzare sé stessi permette l’emergere della vera volontà, e una caratteristica intrinseca dell’atto di volontà è che reca piacere perché permette di esprimere la parte più autentica di sé stessi.

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Il valore del sacrificio

Superare la gratificazione immediata richiede di comprendere il significato e il valore del sacrificio, e di agirlo nel momento critico. Generalmente questa parola evoca una risposta emozionale negativa: sono poche per mia esperienza le persone che hanno un rapporto positivo con l’atto del sacrificio.

Vorrei che ti liberassi per un attimo dal bagaglio culturale legato alle immagini del sacrificio e dei riti sacrificali e portassi l’attenzione al vero significato di questa parola.

Sacrifico significa semplicemente lasciare andare qualcosa ora, per un bene più grande che verrà dopo.

Lasciare andare un piccolo frammento di piacere immediato per un piacere futuro più grande.

Il sacrificio fa parte della meccanica di come funziona la vita, è il prezzo da pagare per avere qualcosa di valore. Ogni cosa vissuta tramite sacrificio diventa carica di valore e significato per chi la ottiene.

Ne consegue che senza essere disposti a sacrificare qualcosa per qualcos’altro, nulla ha valore. E in modo speculare: più sei consapevole dei tuoi valori più sei disposto a compiere intenzionalmente dei sacrifici per rendere i tuoi valori manifesti nella vita.

Nel superamento della gratificazione istantanea esiste un momento critico, un bivio: avere subito un frammento di piacere – muoversi coerentemente con i propri valori verso un obiettivo a lungo termine.

Per superare questo bivio è implicato come abbiamo visto un atto di volontà, e anche un sacrificio, ovvero la necessità di lasciare andare qualcosa. Non si può superare indenni questo bivio senza sacrificare qualcosa nel mentre. In questo “lasciare andare” si esprime il valore del sacrificio, nel vero senso etimologico del termine: “rendere sacro”.

Rendi sacro il gesto di imboccare il bivio nella direzione che esprime i tuoi valori più elevati lasciando andare il piacere immediato.

Come accedere il potere del ritardo della gratificazione

Abbiamo visto in questo lungo articolo una serie di implicazioni su ciò che comporta il perseguire il piacere istantaneo e sul potere insito nella capacità di ritardare la gratificazione.

Vorrei in conclusione lasciarti una scaletta operativa sui punti essenziali da ricordare per coltivare questo superpotere quando ti trovi in un momento critico, ovvero di fronte a un bivio.

  1. Rendi consapevole il valore del risultato futuro
  2. Origina l’intenzione e agisci con un atto di volontà
  3. Lascia andare qualcosa ora per un bene futuro (sacrificio)
  4. Rendi l’azione piacevole (attingendo alle molte forme di piacere)
  5. Focus sui passi del percorso e sull’incremento nella direzione voluta (accorcia il feedback loop)
  6. Costanza nell’azione (mantieni il momentum)

Mi auguro di cuore che questo articolo sia fonte di ispirazione e spunto di crescita per te. Se hai piacere di condividere la tua esperienza, le tue riflessioni sull’argomento o se hai domande da fare, puoi utilizzare i commenti qui sotto.

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2 commenti su “Il potere del ritardo della gratificazione”

  1. Salve! Sempre chiari ed interessanti questo articoli! Mi sento spesso apatica, pigra, non riesco a pormi obbiettivi a lunga distanza perché di fatto faccio molta fatica a “pagare” il prezzo di un sacrificio. Di per sè non riesco a dargli una connotazione positiva. Sacrificare è rinunciare, di fatto. Faccio fatica a prendere decisioni, ho sempre bisogno di certezze sul futuro che non avrò mai. Dovrei fidarmi del mio istinto ma di fatto ho una gran paura di non saper fare le giuste valutazioni. Non ho metodo, non ho volontà, e questo per me è molto destabilizzante…

    1. Ciao Susanna, grazie innanzitutto per aver condiviso la tua esperienza in merito.
      Parto dalla fine di ciò che hai scritto “non ho metodo, non ho volontà” per risalire a ritroso.
      Ti invito a concepire la volontà come un’abilità da coltivare e sviluppare, non come un qualcosa di “dato a prescindere”. Puoi affermare “non ho i capelli rossi”, e questo è vero (se non hai i capelli rossi chiaramente).
      Ma dire “non ho volontà” è qualcosa di non aderente alla realtà.
      Puoi sviluppare di più la tua abilità attuale, che senti insufficiente per ciò che vuoi realizzare nella vita. Questo è un punto importate su cui ti invito a riflettere ed agire. Come agire? Esercitando l’uso della volontà. Prima con piccole cose, poi con impegni sempre più significativi.
      Riguardo il “non ho metodo”… puoi prendere i passaggi che ho elencato in conclusione all’articolo ed esercitarti con quelli. Sono passaggi fondamentali e li ho presentati volutamente nella forma più semplice possibile per renderli applicabili.
      Riguardo il sacrificio… è assolutamente vero, è un lasciare andare qualcosa quindi c’è una perdita (apparente) e questo fa apparire il gesto del sacrificio come scomodo. Diventa tanto più naturale tanto più sei consapevole di te e di conseguenza del valore di ciò che stai facendo con la tua azione. In questo senso ti invito a conoscerti di più e a fare chiarezza su ciò che ti muove.
      Accogli la tua situazione attuale cercando di non svalutarti, ognuno parte da dove si trova, e va riconosciuto che per tutti c’è margine di miglioramento e di crescita (sottoscritto compreso!). Possiamo tutti accendere di più la nobile intenzione alla crescita e al miglioramento.

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