Sviluppo: la porta è sempre aperta

Lo sviluppo delle strutture di coscienza procede in modo spontaneo e naturale fino ad un certo punto. Poi si ferma. Cosa significa sviluppo? Come è possibile riaccendere l'evoluzione individuale?
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Il percorso di sviluppo di un individuo volge sempre verso una maggiore complessità.

Guardati dentro: sei cambiato rispetto a dieci anni fa? Certo, è autoevidente. Ma cosa è cambiato?

Esiste un senso di continuità, che non viene alterato dal tempo: è il tuo senso di esistere, muto e e preverbale, immutabile.

La forma che questo assume invece cambia nel tempo, in un incessante divenire.

È il cosiddetto sviluppo delle strutture di coscienza, in questo caso individuale. Ad un esame in prima persona questo cambiamento spesso sfugge, ma diviene invece evidente quando l’osservazione si sposta ad una prospettiva in terza persona.

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La scala evolutiva

Per comprendere cosa significhi sviluppo mi piace usare questa semplice metafora: l’individuo sale una scala, partendo sempre dal piolo più basso, e ad ogni gradino ha a disposizione una prospettiva diversa, sia sull’esteriorità che rispetto alla propria interiorità.

Nel suo sviluppo l’individuo sale una scala evolutiva: ad ogni gradino ha a disposizione una prospettiva diversa.

In questa metafora si possono individuare tre elementi:

  • La scala, cioè la progressione delle strutture di coscienza, dalla più semplice alla più complessa.
  • Lo scalatore, l’individuo che sale i gradini.
  • La vista, cioè la prospettiva da ogni gradino.
Strutture di coscienza - scala - scalatore - vista

L’ascesa non avviene in un unico percorso, ma su più fronti: esistono linee evolutive multiple. Mantenendo la metafora della scala, si può dire che ci sono più scale da salire, una diversa dall’altra.

Possiamo raccogliere le scale in tre grosse categorie:

  • la linea cognitiva (di che cosa sono consapevole?),
  • le linee legate al Sé (chi sono io? Qual è il fine ultimo? Come mi sento? Come dovrei interagire con l’altro? ecc ),
  • e i cosiddetti talenti (capacità cinestetica, musicale, ecc).

Ogni persona ha un grado di sviluppo diverso in ognuna delle linee: questa è la meraviglia che rende unica la nostra espressione individuale.

Le linee seguono un’evoluzione pressoché indipendente.

Tuttavia anni di studi hanno confermato che la linea cognitiva è il presupposto delle altre.

Devo essere consapevole di qualcosa prima di poterlo integrare in un adattamento funzionale.

Questa “gerarchia” tra le linee diviene evidente se si analizza ad esempio la catena causale tra lo sviluppo su queste quattro linee:

  • la capacità cognitiva è necessaria (ma non sufficiente) per lo sviluppo della linea del Sé,
  • la linea del Sé è necessaria (ma non sufficiente) per lo sviluppo della capacità interpersonale,
  • la capacità interpersonale è necessaria (ma non sufficiente) per lo sviluppo morale.

La linea cognitiva è il presupposto per le altre: devo essere consapevole di qualcosa prima di integrarlo.

Sviluppo: l’altezza sulla scala

Parlando di grado evolutivo mi riferisco al grado di consapevolezza raggiunto, alla complessità conquistata nella linea cognitiva.

Tutte le scale condividono tra loro la misura dell’altezza, determinata dalla linea cognitiva.

Possiamo definire più stadi evolutivi (sia individuali che collettivi). Essi non sono fissi e rigidi ma flessibili: per questo li si può definire anche flussi, o di onde, di coscienza.

Prospettive in evoluzione

Lo sviluppo cognitivo comporta un ampliamento della capacità di prendere prospettive:

ogni infante nasce in un campo indifferenziato privo di prospettive.

Strutture di coscienza - Arcaico

Gradualmente si differenzia con un centro unificatore (egocentrico, narcisista, prospettiva in prima persona).

Strutture di coscienza - Magico

Acquisisce gradualmente la capacità di interagire con il mondo (stadio operatorio concreto, prospettiva in seconda persona).

Strutture di coscienza - Mitico

In seguito conquista l’abilità di operare sui propri pensieri (stadio operatorio formale, prospettiva in terza persona).

Strutture di coscienza - razionale

Questo livello è raggiunto in modo quasi automatico da ogni adulto occidentale sano e debitamente istruito. Questo accade perché a livello collettivo questa struttura di coscienza è sedimentata da molto tempo, ed è quindi facilmente accessibile.

Da leggere: Evoluzione della coscienza

Gradini emergenti

Lo sviluppo seguente non è scontato nella nostra epoca: lo sarà in futuro quando più persone avranno lasciato un solco nell’utilizzare queste strutture emergenti. Si tratta della struttura relativista (prospettiva in quarta persona) emersa negli anni ’50-60. Questa struttura è definita post-moderna, e riesce a cogliere la relazione tra sistemi: riconosce il pluralismo di vedute.

Strutture di coscienza - Pluralista

Sottolineo la parola riconosce: il fatto che riconosca la pluralità dei punti di vista, questi non sono ancora integrati in un adattamento funzionale.

Il livello seguente può essere definito integrale (prospettiva in quinta persona): integra ed unifica tutti quelli precedenti in una cognizione trans-paradigmatica, ovvero che connette meta-sistemi con altri meta-sistemi creando campi di conoscenza transdisciplinari.

L’importanza di questo stadio (oggi raggiunto dal 2-4% della popolazione occidentale) è cruciale: è il primo che permette a tutti gli altri livelli di essere così come sono, riconoscendo l’importanza di ogni stadio nella progressione evolutiva. Non cerca di imporre la propria prospettiva su quella degli altri, perché riconosce che l’altro si trova sul suo percorso, in un gradino specifico della scala. E va bene così, non è necessario combattere gli altri punti di vista.

Strutture di coscienza - Integrale

Lo sviluppo non si arresta qui: alcuni pionieri si sono spinti oltre e hanno aperto la strada nello sviluppo transpersonale: il Sé viene integrato completamente e gradualmente trasceso verso una consapevolezza non-duale e le capacità cognitive superiori (visione diretta, intuizione, conoscenza per identità) diventano integrate e funzionanti in modo automatico e costante nel tempo.

Strutture di coscienza - Transpersonale

Da leggere: Spettro evolutivo

Gli strumenti

Quali strumenti abbiamo per salire la scala evolutiva?

Lo studio

Lo studio della progressione evolutiva è psicoattivo, cioè attiva la psiche.

Esercita una spinta psicologica a voler esplorare i livelli più elevati.

Aiuta inoltre ad inquadrare la propria situazione da prospettive inedite.

La conoscenza in sé può sembrare sterile e superflua, ma se il lato teorico incontra l’esperienza personale, ecco che gli strumenti teorici acquisiscono un inestimabile valore.

Tutti gli argomenti trattati in questo sito hanno questo scopo. Ti invito, se non l’hai ancora fatto, a leggere il Sistema Operativo non-duale per avere una conoscenza teorica a 360° di quelle che sono le tue possibilità evolutive.

La comunicazione

La comunicazione con gli altri, tramite un ascolto attivo, cioè intenzionale e sostenuto consapevolmente, ci permette di prendere una prospettiva diversa dalla nostra, aumentando l’elasticità del sistema cognitivo e prospettico.

La meditazione

Lo strumento più efficace per favorire lo sviluppo è la meditazione. È l’unico strumento che finora ha empiricamente dimostrato di promuovere lo sviluppo in modo sistematico.

La meditazione è intesa semplicemente come l’azione di rendere oggettiva la soggettività.

Nel processo evolutivo spontaneo il soggetto di uno stadio diventa l’oggetto del soggetto dello stadio seguente.

La meditazione fa esattamente questo, in modo intenzionale. Non stupisce il fatto che favorisca tremendamente lo sviluppo individuale.

L’ombra

Una nota doverosa:

l’ombra cresce con te.

La meditazione potrebbe addirittura rinforzare la parte inconscia, reattiva, dissociata della persona.

Per uno sviluppo sano e completo è necessario un lavoro di integrazione delle dinamiche mentali inconsce e reattive, tramite introspezione, psicanalisi, pulizia mentale, o una combinazione di questi con altri strumenti.

L’intensivo sull’essere consapevole

L’intensivo sull’essere consapevole sintetizza questi ultimi punti in modo magistrale. La comunicazione e la meditazione vengono combinati sapientemente in un sistema di crescita integrato: la ricerca interiore contemporanea raggiunge nell’intensivo un apice di efficacia nello sviluppo individuale.

La porta è sempre aperta

Ognuno di noi è chiamato da una forza interiore verso una complessità sempre più elevata.

È una spinta insita nella nostra natura, è la forza evolutiva che preme verso l’alto e verso l’altro.

Se questa forza non viene riconosciuta, conosciuta e liberata nella sua espressione, si atrofizza, rimane al minimo dei giri. Direi che diventa un’energia di sussistenza: mantiene, forse anche a fatica, l’equilibrio esistenziale raggiunto, senza procedere oltre.

Eppure, anche se dormiente, l’evoluzione individuale rimane latente e potenziale. Non importa dove si trovi l’individuo nel suo percorso di vita, la porta è sempre aperta. Puoi sempre salire di un gradino sulla scala evolutiva.

Riconoscendo dove sei ora, quale sarà il tuo prossimo passo?


Photo credit: Jed Sullivan via Visualhunt / CC BY-NC

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7 commenti su “Sviluppo: la porta è sempre aperta”

  1. Giuseppe Colaleo

    Scala, scuola, scheletro (colonna vertebrale) hanno la stessa radice, che indica progressione, evoluzione, acquisizione. Famosa è l’immagine biblica della “Scala di Giacobbe” (Genesi 28, 12-13). “Giacobbe fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio che salivano e scendevano. Alla sommità stava Dio”. L’evoluzione dell’essere umano è una scala che poggia a terra (siamo, come dice Aristotele, “animali bipedi dotati di logos”, pensiero e parola) e si innalza fino al cielo. I pioli della scala evolutiva sono molti e non possono essere saltati, vanno percorsi e vissuti ad uno ad uno. Gli “angeli” che salgono e scendono dalla scala sono la metafora delle nostre energie vitali: sensi, pulsioni, emozioni, sentimenti, desideri, pensieri, immagini, fantasie, rappresentazioni, intuizioni, volontà; che a mano a mano che saliamo si affinano, espandono e sublimano.
    Su questo argomento consiglio la lettura di un libro impegnativo ma molto bello: “Il simbolismo del corpo umano” di Annick de Souzenelle, ed. Servitium.

    1. Grazie Giuseppe per i riferimenti e per gli spunti di approfondimento.
      Sarebbe interessante approfondire la questione distinguendo la progressione verticale, sulla scala evolutiva, e la progressione orizzontale tra gli stati di coscienza [link]. Questa distinzione è recente, pochi ancora l’hanno compresa a fondo e soprattutto sono pochi coloro che la integrano nel loro sistema di crescita.
      Per farla breve, una progressione orizzontale tra gli stati di coscienza non garantisce automaticamente un aumento della complessità negli stadi di coscienza. Cioè puoi aver affrontato tutta la sequenza evolutiva degli stati di coscienza ed aver raggiunto in modo stabile lo stato non-duale, restando comunque ancorato ad uno stadio evolutivo mitico (ad esempio). Cosa che succedeva spesso in passato.
      Nei testi che citi c’è questa distinzione?

      1. Giuseppe Colaleo

        Sì, le direttive evolutive sono fondamentalmente due: verticale e orizzontale, le quali agiscono congiuntamente in modo assai complesso (che non vuol dire complicato). Simbolo di tale doppia e unitaria evoluzione è la “croce”, i cui assi, orizzontale e verticale, si intersecano nel centro, realtà e simbolo di vita, di luce e di coscienza.
        “Il simbolismo del corpo umano” parla di antropologia evolutiva a partire dalla cultura ebraica e da una lettura letterale e archetipale dell’alfabeto ebraico. Sì parla di doppia evoluzione.
        Con una formula (smeraldina):
        “Come in alto, così in basso; come a destra, così a sinistra; come dentro, così fuori”.

  2. Già ad una prima lettura quando avevi pubblicato il tuo articolo mi ha ricordato lo sviluppo della coscienza descritto da Ken Wilber nel libro progetto Atman,se non sbaglio.
    Mi piace molto il simbolo della scala e il tipo di prospettiva evolutiva che si acquisisce man mano che la coscienza si espande.
    È proprio come quando si supera una difficoltà di vita affrontando un proprio limite che la coscienza avanza, vengono integrati dei contenuti e come scrivi si diventa consapevoli e si sale di qualche piolo.
    E, come scrive Giuseppe citando le scritture, i pioli sono molti e non vanno saltati.

    1. Pamela nel libro Progetto Atman Wilber aveva un’impostazione che poi lui stesso ha ammesso essere fallace. Ai tempi non aveva chiaro la distinzione tra la crescita verticale tra gli stadi di coscienza (quella che ho molto sinteticamente riassunto in questo articolo) e la progressione orizzontale tra gli stati di coscienza (vedi qui ). Poi lui e Allan Combs hanno compreso questa distinzione e hanno aperto un nuovo scenario nella ricerca interiore (vedi qui). Se leggi i libri seguenti vedrai che sono molto diversi da questo punto di vista.
      In ogni caso, crescita orizzontale o verticale, concordo pienamente, i pioli non si possono saltare.

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