Essere consapevole

Definizioni

Porre all’inizio le basi comuni per comprendere di cosa si sta parlando permette di avere un grado maggiore di comprensione reciproca. Per non creare confusione tra termini che spesso vengono utilizzati in modo improprio o interscambiabile, voglio partire col definire i termini cardinali che compongono il Sistema Operativo non-duale. Queste prime definizioni saranno sintetiche: più avanti verranno aggiunti ulteriori tasselli che comporranno il quadro completo.

Coscienza

L’aspetto esperienziale dell’integrazione dell’informazione.

In ultima analisi la coscienza è definibile non dal suo contenuto, ma come il processo stesso di elaborazione dell’informazione. È l’apertura, il vuoto, la chiarezza in cui emergono tutti i fenomeni dell’esperienza.

Stato di coscienza

Configurazione temporanea e transitoria dell’elaborazione dell’informazione.

Ad esempio lo stato di veglia ha delle caratteristiche peculiari che contraddistinguo il modo in cui l’informazione viene elaborata ed integrata, certamente diverse da quelle del sogno e degli altri stati di coscienza.

Struttura di coscienza

La complessità dell’organizzazione con cui l’informazione viene elaborata e integrata.

Semplici elementi si strutturano in configurazioni sempre più complesse ed elaborano le informazioni in modo sempre più articolato.

Una metafora può essere di aiuto per chiarire questi tre punti: uno stato di coscienza può essere immaginato come il colore di un contenitore.

Il suo contenuto è l’esperienza fenomenica che appare alla coscienza.

La struttura di coscienza è la forma del contenitore: questo contenitore può avere una forma sferica, cubica, oppure molto più elaborata, con molte sfaccettature che rendono la sua forma complessa.

Con questa metafora voglio sottolineare che il contenuto è determinato sia dal colore del contenitore [lo stato] che dalla forma del contenitore [la struttura].

Poliedri-colori

Due ulteriori definizioni prima di iniziare:

Consapevolezza

La possibilità di fare attenzione alle proprie esperienze coscienti.

Si può infatti essere consapevoli di essere coscienti, ma non si può essere coscienti di essere consapevoli. L’esperienza ordinaria non è né consapevolezza pura né pura struttura psicologica, ma è esperienza della consapevolezza modificata dalla struttura di coscienza in cui è inserita. La consapevolezza e la struttura di coscienza costituiscono una gestalt, un sistema generale interagente e dinamico, che costituisce la coscienza. È possibile tuttavia, tramite il training meditativo, liberare la consapevolezza dal dominio della struttura di coscienza nella quale è inserita.

Mente

Struttura psicologica in grado di articolare pensiero.

Il pensiero è un contenuto che appare nella dimensione interiore, sul piano mentale.

Interiore ed esteriore

Dopo avere posto le basi, entriamo subito nel cuore del Sistema Operativo non-duale.

Esiste una realtà esteriore che possiamo definire fisica, materiale, oggettiva, concreta.

Esiste anche un piano interiore, esperienziale.

Interiore-esteriore

Per un essere umano adulto il piano interiore si articola in una dimensione sensoriale corporea, emotiva e mentale. Per altri organismi viventi meno sviluppati questo piano è comunque esistente, ma meno complesso nella sua forma.

Mente-corpo

Il corpo fisico appartiene alla dimensione fisica. Questo è interconnesso nella sua controparte interiore un sentire corporeo, somatico.

Esiste dunque una differenza tra il piano esteriore – fisico, concreto, materiale – e quello interiore – esperienziale, mentale, emozionale e sensoriale corporeo.

Mente e coscienza

La distinzione tra mente e coscienza non è una conoscenza generalmente integrata. Tutto il Sistema Operativo non-duale ha come fondamento questo principio: la mente e la coscienza sono due componenti dell’essere umano distinte tra di loro e hanno principi operativi radicalmente diversi. La coscienza esiste prima di ogni percezione, di ogni interpretazione mentale e di ogni sentire emozionale ed è il risultato dell’integrazione delle informazioni.

Mente-corpo-coscienza

La coscienza è l’elemento che unifica il dualismo posto come premessa iniziale. La differenziazione tra esteriore ed interiore crea una apparente frattura fra due piani, ma in realtà questa non esiste, essi sono uno la controparte dell’altro, due lati di un’unica medaglia.

La coscienza deriva dall’informazione integrata. Significa che un sistema fisico è cosciente nella misura in cui è in grado di integrare informazione. Qualsiasi sistema fisico contiene informazioni. Nel grado in cui questa informazione viene differenziata ed integrata si genera coscienza.

I due piani, interiore ed esteriore, esistono dunque in modo interconnesso, sono inseparabili uno dall’altro. La coscienza – che emerge come risultato dell’integrazione dell’informazione – è indifferenziata, cioè li compenetra entrambi.

La mente, intesa come la capacità di pensare, emerge nel piano interiore quando la struttura del sistema nervoso raggiunge una complessità tale da creare una struttura di coscienza che consente l’emersione di questo fenomeno. [Per un approfondimento di questo aspetto vedi Strutture di coscienza.]

La mente dunque non coincide con la coscienza. Riprendendo la metafora proposta all’inizio riguardo il contenitore e il suo contenuto, si può dire che il pensiero mentale è un contenuto che appare alla coscienza quando il contenitore acquisisce una determinata forma (cioè una specifica struttura di coscienza in grado di pensare).

La forma del contenitore è in continua evoluzione, così come di conseguenza lo è il suo contenuto. [Vedi la parte relativa allo Spettro evolutivo del modulo sulle Strutture di coscienza.]

Una difficoltà nel distinguere la dimensione mentale da quella della coscienza deriva dal fatto che sono impregnate una nell’altra. Per districarle è necessario quindi un processo di distinzione e di presa di consapevolezza della natura indifferenziata della coscienza di sé. Vedremo più avanti come questo è possibile.

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