Consapevolezza

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Cos’è la consapevolezza di sé?

La natura della consapevolezza è: sapere di esserci, in modo preverbale.

La sostanza della consapevolezza è semplicemente essere, privo di attributi e connotati. Per questo motivo l’essere può assumere e diventare qualsiasi cosa.

L’essere è l’individualità consapevole, priva di connotati qualitativi. Per questa sua mancanza di qualità è percepito soggettivamente come uno spazio vuoto, infinito, assoluto, indefinito, senza forma né confini, completamente pieno della consapevolezza di essere.

Si tratta di definizioni che descrivono le qualità essenziali di qualcosa che non può essere definito, di qualcosa che sta prima di ogni descrizione verbale. Sono parole che stanno ad indicare un vissuto soggettivo. Fermare la propria attenzione alle parole e alle definizioni è fuorviante, in quanto allontana da quello che veramente è. Sono consapevole di questo rischio, è però necessario tentare di descrivere questa condizione e di indicare un percorso. Sono in sostanza parole che descrivono un’esperienza indescrivibile, ma che è esperibile in modo soggettivo.

L’organo di senso: l’attenzione

L’organo specifico attraverso cui opera l’essere cosciente è l’attenzione. È il fondamento di tutte le altre abilità umane e per questo motivo nella pratica non-duale viene data molta enfasi al suo sviluppo. Il training meditativo stesso, se purificato da fronzoli ornamentali, è concepibile come un puro allenamento dell’attenzione. Essere consapevoli di qualcosa significa indirizzare intensamente la propria attenzione su quell’oggetto.

L’attenzione è dunque l’organo di senso della consapevolezza, il mezzo attraverso il quale l’individuo conosce la vita, gli altri e sé stesso. L’attenzione può essere infatti indirizzata, oltre che sugli oggetti sensoriali e mentali, sulla consapevolezza stessa, in un loop di attenzione che si autoalimenta incrementando la consapevolezza di sé.

Aumentare la consapevolezza di sé significa integrare sempre più la sua peculiare assenza di definizione. Esistere senza qualità significa esperire soggettivamente di essere libero dai limiti di tempo o di spazio o di qualunque altro genere. Per questo motivo nella consapevolezza di sé risiede la libertà dell’individuo: essere consapevoli di sé significa essere liberi.

Nel suo processo conoscitivo la consapevolezza opera tramite il principio di unioneLa consapevolezza si manifesta come un’unica sostanza all’interno di un campo indifferenziato. Per questo motivo, quando la consapevolezza conosce qualcosa, riconosce che la sua natura permea l’oggetto conosciuto, cioè che sono composti della medesima sostanza. La consapevolezza diventa quello che conosce, trasforma quello che conosce in sé, ovvero duplica la realtà nella propria sostanza.

L’individuo consapevole sperimenta la vita e gli oggetti tramite la sua coscienza indifferenziata, un campo (o una sostanza) all’interno del quale tutto appare senza separazioni e senza limiti. Quando la consapevolezza conosce un oggetto definito nel tempo e nello spazio, lo trasforma nella sua stessa natura, coscienza indifferenziata.

L’organo di azione: la scelta

L’organo di azione dell’essere cosciente è la scelta: scegliendo l’individuo interagisce con la realtà, manifesta sé stesso.

La mente, con le sue strutture interpretative, elabora dati e valuta, mentre l’essere cosciente sceglie in base alla consapevolezza di sé. La scelta permette dunque alla consapevolezza di sé di rivelarsi nella vita con la sua espressione, portando l’individuo a compimento.

Per approfondire » La scelta: 4 principi fondamentali

Equivalenza delle dimensioni

Come illustrato nel modulo relativo ai Quadranti, la dimensione esteriore, quella interiore e la consapevolezza sono dimensioni che hanno pari valore.

Considerarne una più rilevante rispetto ad un’altra porta a drammatiche distorsioni, sia a livello individuale che collettivo. Considerare di valore solamente la parte concreta e tangibile della vita, porta ad avere un’esistenza proiettata all’esterno, verso il mondo sensoriale, spesso fonte di alienazione rispetto alla propria interiorità. Stessa cosa se l’attenzione viene concentrata verso il mondo interiore, mentale o emozionale, senza che questo sia controbilanciato ed espresso nel concreto: ci si ritrova a vivere in un universo mentale, un’esistenza idealizzata, o addirittura onirica, andando inevitabilmente incontro alla disillusione nel momento in cui ci si scontra con il principio di realtà. Chi entra in contatto con la natura abbagliante, folgorante e liberatoria della dimensione della consapevolezza è portato spesso a considerarla con valore superiore rispetto alle dimensioni interiore ed esteriore. Spesso questa diviene un rifugio – o una via di fuga – da una realtà che è considerata non adeguata, o più semplicemente che non corrisponde. Anche questa fuga squilibrata a lungo termine si paga, in termini di mancata manifestazione dei propri semi interiori.

È importante riconoscere l’equivalenza delle dimensioni, imparare a differenziarle e a integrarle, in equilibrio dinamico, in una coscienza multidimensionale. Il fine è quello di permettere alla consapevolezza di sé di trovare compimento nella realtà fisica in un’armoniosa espressione, concretizzando in un contesto di relazione i propri semi interiori.

La dimensione della consapevolezza

Esiste dunque un corpo fisico che dimora in una dimensione fisica, che abbiamo definito esteriore. Esiste una mente che elabora dati ed emozioni, in una dimensione non fisica che abbiamo definito interiore. In modo equivalente esiste la consapevolezza che dimora in una dimensione non-fisica, che possiamo definire dimensione dell’essere consapevole.

Esiste una differenza sostanziale tra queste tre categorie.

Il corpo fisico è diverso dalla dimensione esteriore; possiamo dire che il corpo abita in una dimensione fisica. Si origina in una dimensione fisica quando aggregati di materia, sotto una spinta evolutiva ad assemblarsi in complessità crescente, si uniscono in atomi, molecole, cellule, organi e infine un in corpo.

La mente è diversa dalla dimensione interiore. È possibile definire una dimensione interiore per tutto lo spettro evolutivo, partendo dal livello atomico fino alla complessità più grande esistente. La mente, come viene comunemente concepita, si origina quando la complessità raggiunge un determinato gradino evolutivo, facendo emergere nel piano interiore quello che l’essere umano definisce pensiero (nelle sue varie forme).

La consapevolezza e la sua dimensione invece sono la medesima cosa. Questa è la differenza ontologica tra le tre dimensioni prese in esame. Questa sua caratteristica rende implicito che la dimensione della consapevolezza non è preesistente: non esiste prima della consapevolezza stessa, e che quindi non esiste alcun codice formale per entrare in questa dimensione non fisica. L’unico modo per entrare in questa dimensione è l’essere stesso, la piena ed integra consapevolezza dell’individuo.

Ho prima definito le qualità essenziali della consapevolezza, il fatto che sia priva di qualità e di attributi e che quindi sia percepita soggettivamente come sostanza non fisica, indifferenziata, infinita ed assoluta. Queste qualità si riflettono di conseguenza nella sua dimensione non fisica, non locata nello spazio: è una dimensione che pervade e permea ogni cosa. La coscienza è la sostanza potenzialmente presente in ogni dimensione: esteriore e interiore, fisica e mentale/emozionale/biologica.

La dimensione dell’essere è potenziale: appare quando l’individuo matura una consapevolezza stabile della sua natura indifferenziata e quando instaura con gli altri individui una relazione di equivalenza su questo piano, cioè quando li riconosce come individui consapevoli e si relaziona con loro in modo equivalente.

Lo scopo finale del percorso evolutivo è quello di creare una dimensione in cui risiedere in modo permanente senza mediatori fisici/mentali: la dimensione dell’essere.

L’essere cosciente diviene dimensione quando, stabilizzata la consapevolezza della propria natura assoluta, la mette in rete con altri individui consapevoli. L’individuo consapevole crea in questo modo la dimensione in cui essere, fuori dal tempo e dallo spazio, in modo assoluto e indifferenziato.


Bibliografia

Brunelli Silvano – Teoria dell’essere vol I

Brunelli Silvano – Teoria dell’essere vol II